La plasticità della memoria: come la testimonianza diventa vulnerabile tra suggestioni, dissociazioni e traumi
Pubblicato da ISF Magazine in Articoli · Lunedì 30 Mar 2026 · 2:15
Tags: PsicologiaDellaTestimonianza, PlasticitàMemoria, FalsiRicordi, NeuroscienzeForensi
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Autore: dr.ssa Greta MOTTA
Supervisione: dr.ssa Carmen FRANZÈ (area Psicologia) e prof. Massimo BLANCO (area Neuroscienze)
Centro di Ricerca dell'Istituto di Scienze Forensi
I risultati della ricerca dedicata alla plasticità della memoria, un’indagine multidisciplinare che si colloca all'intersezione tra le neuroscienze cognitive e il diritto processuale penale. Il lavoro, a firma della dr.ssa Greta Motta con la supervisione del prof. Massimo Blanco per la parte neuroscientifica e della dr.ssa Carmen Franzè per la parte psicologica giuridica, analizza criticamente il superamento del paradigma della memoria come "dato immutabile", proponendo una visione dinamica della traccia mnestica.
I meccanismi di ricostruzione mnestica
La ricerca muove dall'analisi dei processi di codifica, consolidamento e recupero, evidenziando come la memoria esplicita (episodica e semantica) non operi per riproduzione, bensì per ricostruzione. Tale natura ricostruttiva implica che il ricordo sia costantemente soggetto a rinegoziazione sulla base di interferenze proattive e retroattive, determinando una intrinseca vulnerabilità del deposito testimoniale.
Fattori di inquinamento e fenomenologia della suggestione
Viene esaminata la suscettibilità della memoria agli stimoli esterni, con particolare riferimento all’effetto misinformazione e alla formazione di falsi ricordi. Lo studio approfondisce i bias attentivi, tra cui il Weapon Focus Effect, dimostrando come l’attivazione del sistema di allerta in contesti critici possa determinare una distorsione percettiva tale da compromettere la validità delle procedure di riconoscimento e l'accuratezza dei dettagli periferici.
Neurobiologia del trauma e dinamiche dissociative
Un focus centrale è riservato alla fisiopatologia dei ricordi traumatici. L’elaborato descrive il disallineamento funzionale tra il complesso ippocampale e l’amigdala durante eventi ad alto impatto emotivo. Questa alterazione neurobiologica è alla base della frammentazione mnestica e dei fenomeni di amnesia dissociativa, elementi che richiedono parametri di valutazione tecnica specifici e non sovrapponibili a quelli della memoria ordinaria.
Implicazioni forensi e protocolli di intervista
In ottica de jure condito, la pubblicazione sottolinea la necessità di protocolli di acquisizione della prova dichiarativa che minimizzino il rischio di contaminazione. Viene ribadita la superiorità metodologica dell’intervista cognitiva e analizzato il limite epistemologico di tecniche suggestive o ipnotiche, potenzialmente generative di pseudoricordi. La valutazione dell’idoneità testimoniale emerge dunque non come giudizio di attendibilità morale, ma come analisi tecnica della funzionalità cognitiva e della conservazione della traccia mnestica.
Questa pubblicazione si configura come uno strumento di approfondimento per professionisti e accademici, volto a integrare il rigore del metodo scientifico nella pratica forense.
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