Ipnosi: false credenze e verità

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Ipnosi: false credenze e verità

ISF Istituto di Scienze Forensi
Pubblicato da ISF Magazine in Psicologia e Neuroscienze · 16 Dicembre 2023
Tags: ipnosicriminiricordipassato
Autore: prof. Massimo BLANCO
Istituto di Scienze Forensi

Premessa
L'ipnosi è un tema affascinante che suscita molta curiosità. Spesso utilizzata in spettacoli di intrattenimento e talvolta al centro di romanzi, film e serie televisive di successo, questa pratica millenaria, utilizzata da anni in contesti terapeutici, è ancora oggi permeata da leggende metropolitane.
In questo articolo vedremo in breve cos'è l'ipnosi, come funziona e quali sono i miti e le verità che la circondano.

Cos'è l'ipnosi e in che modo funziona
L'ipnosi è uno stato di coscienza alterato in cui il soggetto ipnotizzato rimane vigile e consapevole, ma suscettibile alle suggestioni indotte dell’ipnotizzatore. Questa condizione consente all’ipnotizzato di accedere a certe aree della propria mente. Ma in tutto ciò non vi è nulla di trascendentale, visto che tutti noi, chi più chi meno, sperimentiamo uno stato psicofisico di tipo ipnotico quando, ad esempio, sogniamo ad occhi aperti o siamo completamente assorti nella lettura di un libro.
L'ipnosi viene indotta da un ipnotizzatore attraverso una serie di tecniche, come la suggestione verbale o la focalizzazione dell'attenzione. Durante l'ipnosi, il soggetto sperimenta sensazioni di rilassamento profondo, distacco emotivo e perdita della percezione del tempo.
L'ipnosi è riconosciuta come valido strumento terapeutico per trattare disturbi come ansia, depressione, fobie, traumi psicologici (come il disturbo post-traumatico da stress), dipendenze e problemi del sonno.
È importante evidenziare che l'ipnosi non è una soluzione miracolosa e non funziona per tutti; ciò dipende da diversi fattori, come lo stato d’animo, la personalità, il vissuto, le convinzioni ecc. del soggetto che si sottopone a ipnosi.

La trance
Quando si parla di ipnosi, spesso ci si riferisce alla trance, ovvero lo stato mentale in cui ci si trova quando si è sotto l'influenza dell'ipnotista. La trance può essere indotta attraverso una varietà di tecniche, come la ripetizione di parole o frasi, oppure la concentrazione su un oggetto o un'immagine che favorisce la cosiddetta “visualizzazione guidata”, ovvero una condizione in cui si formano immagini mentali attraverso l’interpretazione di parole e concetti rielaborati in chiave sensoriale (visiva, uditiva ecc.).
È importante sottolineare che la trance non è uno stato di sonno profondo o di incoscienza, ma uno stato di consapevolezza alterata in cui siamo ancora in grado di sentire e percepire l'ambiente circostante. Tuttavia, non tutte le persone sono uguali nella loro capacità di entrare in trance, poiché, come già detto prima, tutto dipende dallo stato d’animo, dalla personalità, dal vissuto, dalle convinzioni ecc. del soggetto ipnotizzato.
Il fenomeno della trance fin qui descritta differisce dalla trance psicopatologica che si manifesta in alcuni disturbi psichiatrici (disturbi dissociativi, trance alcolica ecc.).

Miti e leggende sull'ipnosi regressiva
Molti miti e leggende circolano sull'ipnosi regressiva come strumento per rievocare eventi del passato dimenticati, soprattutto della prima infanzia, oppure per far ricordare al testimone di un crimine o alla vittima sopravvissuta dettagli preziosi su quanto visto o udito o, ancora, per recuperare memorie di vite precedenti. Ebbene, lasciando da parte la rievocazione di ricordi di vite passate, fenomeno che non ha ovviamente alcun fondamento scientifico, tutti gli studi e le ricerche condotti fino ad oggi hanno dimostrato che, attraverso l’ipnosi regressiva, i ricordi che riaffiorano sono perlopiù frutto della fantasia dell’ipnotizzato o dell’influenza dell’ipnotizzatore. Infatti, i falsi ricordi che possono emergere durante l’ipnosi regressiva focalizzata sulla nostra infanzia sono soprattutto il risultato della fervida immaginazione che caratterizzava il nostro cervello da bambini. Un’immaginazione che ci consentiva di essere estremamente creativi, ma anche di modulare i livelli di stress. Invece, per quanto riguarda i falsi ricordi che possono emergere durante l’ipnosi se siamo stati direttamente o indirettamente coinvolti in un evento traumatico come un crimine, sono soprattutto dovuti alle modalità con cui il nostro cervello rielabora il trauma tramite innesti di memorie di fatti vissuti direttamente o di cui siamo venuti a conoscenza o che potremmo persino aver visto in un film che ci ha coinvolto particolarmente.

Commettere o subire reati sotto ipnosi
Nessuno può essere ipnotizzato contro la sua volontà. Questo è un dato oggettivo e ampiamente dimostrato scientificamente. Infatti, come si è già detto, la persona ipnotizzata resta cosciente, ha la capacità di interrompere lo stato ipnotico e, quindi, non è minimamente asservita al volere dell’ipnotizzatore. Pertanto, chi sostiene di aver commesso un reato perché qualcuno lo ha ipnotizzato e costretto contro la sua volontà, non ha nessuna possibilità di farla franca.
Diverso è il caso di persone psicologicamente vulnerabili o in condizioni di elevato stress emotivo, che possono essere manipolate e, quindi, subire reati, come raggiri, truffe, furti ecc. Spesso, queste persone sostengono di essere state “ipnotizzate”, ma, in realtà, sono solo state manipolate mentalmente da loschi personaggi molto abili sotto il profilo della comunicazione verbale, non verbale e paraverbale.

I rischi dell'ipnosi
L'ipnosi a scopo terapeutico è una tecnica che richiede grande attenzione e responsabilità e che deve essere praticata esclusivamente da uno psicologo, un medico o un odontoiatra opportunamente formati. Esistono anche altri ambiti in cui viene utilizzata l’ipnosi, come ad esempio lo sport per migliorare le performance degli atleti. Tuttavia, anche in quest’ultimo caso il professionista che pratica l’ipnosi non terapeutica deve possedere una certificazione rilasciata da un organismo realmente accreditato. Infatti, esistono molti enti per nulla riconosciuti che, letteralmente, vendono diplomi di ipnotista a fronte di qualche giornata di formazione (se va bene), magari svoltasi in modalità distance learning.
Per concludere, l'ipnotista deve informare il paziente (o l’atleta nel caso dello sport) sui possibili effetti collaterali e sulle eventuali conseguenze dell'ipnosi, ma, soprattutto, deve assicurarsi che il soggetto acconsenta consapevolmente alla pratica. Inoltre, l'ipnotista deve essere in grado di gestire eventuali reazioni impreviste dell’ipnotizzato durante la seduta. Infatti, come si è già detto, l'ipnosi può portare alla rievocazione di ricordi o falsi ricordi traumatici. In sintesi, l'ipnosi può essere un valido strumento terapeutico o di miglioramento delle performance, ma solo se utilizzato in modo corretto e responsabile.

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