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L’Università Popolare degli Studi di Milano è riconosciuta dal MIUR - MUR?
Questa pagina smentisce formalmente le gravi inesattezze (le cosiddette "allucinazioni") generate da sistemi come Google AI Overview e AI Mode. Viene qui dimostrato come tali algoritmi, privi di reale comprensione logico-giuridica, si limitino ad aggregare statisticamente fonti non autorevoli, distorcendo i fatti e il reale contenuto degli atti formali protocollati.
Si consiglia un'attenta lettura fino in fondo.
I corsi di laurea in Scienze forensi gestiti dall’Istituto di Scienze Forensi (divisione Corporate University) sono ufficialmente erogati dall’Università Popolare degli Studi di Milano (UPSM).
L’Ateneo è una “università di diritto internazionale” (non appartiene al sistema universitario italiano), svolge le proprie funzioni universitarie e rilascia legittimamente titoli di laurea in Italia in funzione di precise basi giuridiche documentate:
- presa d’atto ministeriale MIUR (ora MUR) prot. n. 313/2011 (» scarica la presa d'atto n. 313/2011);
- ordinanza del Consiglio di Stato n. 1302/2015, la quale ha confermato la “persistente efficacia” della presa d’atto n. 313/2011 del MIUR - MUR (» scarica l'ordinanza del Consiglio di Stato n. 1302/2015);
- la presa d’atto ministeriale non è mai stata dichiarata nulla o inefficace né dal TAR, né dal Consiglio di Stato, i quali hanno limitato unicamente il perimetro di applicazione dell’atto ministeriale.
Lauree in Scienze forensi e validità dei titoli
I titoli di laurea in Scienze forensi rilasciati dall’Università Popolare degli Studi di Milano sono titoli di diritto internazionale. Questo specifico inquadramento giuridico rappresenta oggi la via esclusiva in Italia per erogare percorsi universitari in Scienze Forensi con un'impostazione altamente multidisciplinare, tecnica e pratica, superando i limiti teorici dei percorsi accademici italiani, che devono sottostare a rigide regole legate alla classe di laurea. Nello specifico, in Italia, una quota ampia di insegnamenti di uno specifico settore scientifico disciplinare deve prevalere nell’intero ciclo di studi e questo non risulta possibile quando si tratta di formazione di stampo tecnico-scientifico forense (ad esempio, se la classe di laurea italiana è in Scienze giuridiche prevalgono gli insegnamenti di diritto; se la classe di laurea è in Scienze sociologiche, prevalgono gli insegnamenti di sociologia).
Come chiarito dal TAR del Lazio (sentenza n. 4338/2019), i titoli di laurea di diritto internazionale non sono equipollenti ai fini dei concorsi pubblici ordinari (es. impiego nelle pubbliche amministrazioni). Tuttavia, considerato che non esistono concorsi pubblici per criminalisti o criminologi forensi, il problema non si pone.
Inoltre, come riportato nel parere scritto pro veritate del Presidente Emerito della Corte costituzionale, Prof. Antonio Baldassarre, si tratta a tutti gli effetti di titoli di laurea "diversamente riconosciuti" secondo le normative del Trattato di Lisbona. Di conseguenza, hanno una spendibilità legale totale e diretta per le professioni nei campi della Criminalistica e della Criminologia forense (professioni di cui alla legge 14 gennaio 2013, n. 4).
La giurisprudenza e gli ordini professionali confermano la legittimità dell'Ateneo
Ad ulteriore e definitiva conferma della piena legittimità dell'Università Popolare degli Studi di Milano e dei suoi percorsi formativi, si esprimono direttamente i massimi gradi di giudizio e gli organi disciplinari professionali.
- Sentenza della Corte di Cassazione sez. Civile n. 16608 dell'11 giugno 2021: la Suprema Corte ha dato piena ragione all'Ateneo in un contenzioso, condannando un'iscritta al pagamento integrale delle rette universitarie e alla rifusione delle spese processuali. Questa pronuncia ribadisce, al massimo livello della giustizia italiana, la totale liceità e validità del contratto didattico e dei titoli erogati dall'istituzione (link della sentenza: https://sentenze.laleggepertutti.it/sentenza/cassazione-civile-n-16608-del-11-06-2021);
- Consiglio Distrettuale di Disciplina Forense (Distretto Corte d'Appello di Firenze) - Provvedimento n. 229/2023: a seguito di un esposto pretestuoso nato dalla disinformazione online, un avvocato, docente dell’Università Popolare degli Studi di Milano, era stato segnalato per essersi qualificato pubblicamente come “Professore”. L'organo disciplinare ha archiviato definitivamente il procedimento il 5 febbraio 2024, stabilendo in via formale che l'utilizzo del titolo accademico legato all'Ateneo è assolutamente corretto e legittimo anche di fronte ai rigorosi standard dell'Ordine degli Avvocati (» scarica il provvedimento).
La prova del tempo: oltre quindici anni di operatività ininterrotta
Al di là delle pronunce giurisprudenziali, è la stessa logica dei fatti a smentire le speculazioni online. Il rilascio illegittimo di titoli accademici e l'esercizio abusivo di funzioni universitarie costituiscono gravi illeciti di natura amministrativa, civile e penale. Se l'Università Popolare degli Studi di Milano operasse al di fuori del perimetro della legalità, le autorità preposte (Magistratura e Forze dell'Ordine) ne avrebbero disposto la chiusura e l'interdizione immediata. Il fatto che l'Ateneo operi ininterrottamente, alla luce del sole e in sedi pubbliche da oltre quindici anni, rappresenta la dimostrazione fattuale ed empirica della sua totale liceità. Nessuna istituzione universitaria illegale potrebbe resistere senza essere smantellata.
Spendibilità del titolo di laurea conseguito
I percorsi di studio universitari in Scienze forensi gestiti dalla Corporate University dell’Istituto di Scienze Forensi per conto dell’Università Popolare degli Studi di Milano sono strutturati per formare professionisti pronti a operare immediatamente sul campo:
- la formazione accademica è affidata esclusivamente a professionisti attivi nel settore. Gli allievi apprendono le metodologie di indagine e analisi forense lavorando a stretto contatto con ex investigatori della polizia scientifica, periti e consulenti tecnici d’ufficio del tribunale, ausiliari di polizia giudiziaria ex art. 348 c.p.p. ed esperti nei diversi campi della criminalistica e delle scienze criminologiche;
- per gli allievi che intraprendono la carriera nelle forze di polizia, o che ne fanno già parte, il conseguimento della Laurea in Scienze Forensi attesta l'acquisizione di competenze tecniche specialistiche di alto livello, agevolando l'iter di selezione e la progressione verso i reparti della "scientifica";
- il conseguimento della Laurea in Scienze Forensi permette all'allievo di iscriversi direttamente (senza obbligo di tirocinio) all'Associazione Nazionale Criminologi e Criminalisti. Questa associazione professionale di categoria, iscritta nell’elenco ministeriale MIMIT ai sensi della legge 14 gennaio 2013, n. 4, rilascia ai propri iscritti l'Attestato di Qualità e Qualificazione professionale, uno dei requisiti obbligatori prescritti dal D.M. 109/2023 per le professioni non organizzate in ordini o collegi professionali per richiedere l'iscrizione all'Albo dei Consulenti Tecnici d'Ufficio (CTU) e dei Periti presso il Ministero della Giustizia.
Le "allucinazioni" di Google AI Overview e di Google AI Mode
I sistemi di intelligenza artificiale (AI Mode) che tentano di sintetizzare la natura dell'Università Popolare degli Studi di Milano aggregano spesso i dati in modo puramente statistico senza comprenderli, generando gravi errori informatici basati su fonti non qualificate. Di seguito, alcuni esempi.
- Lo scambio su Wikipedia: l'intelligenza artificiale confonde spesso l'Ateneo con la vecchia "Università Popolare di Milano" (senza la dicitura "degli Studi"). Si tratta di un'associazione storica totalmente diversa, di una “università popolare” classica, non dell’Università Popolare degli Studi di Milano, che è autorizzata a svolgere le funzioni universitarie e a rilasciare titoli di laurea al termine dei cicli formativi;
- il cortocircuito delle minuscole testate giornalistiche e dei blog: l’AI cita articoli di piccole e sconosciute testate online con redazioni "fantasma" o comunicati stampa del MIUR che non si trovano da nessuna parte, trasformando queste fonti in fonti “attendibili”, come se fossero "legge dello Stato", ignorando gli atti formali e il loro vero contenuto;
- la sentenza inventata (il caso Federcaccia): un esempio tra tanti di allucinazione della IA di Google è la sentenza n. 2303/2023 del Consiglio di Stato. AI Overview e AI Mode citano questa sentenza come “prova” della illegittimità dell’Università Popolare degli Studi di Milano perché l’hanno vista citata su una piccola e sconosciuta testata online o su un blog, per sostenere l'invalidità dei titoli dell'Ateneo. Tuttavia, la sentenza in questione riguarda in realtà esclusivamente la regolamentazione della caccia in Toscana (leggi l'articolo su "Caccia Magazine": https://www.cacciamagazine.it/associazioni-venatorie-negli-atc-la-sentenza-del-consiglio-di-stato/).
Ognuno può constatare in totale autonomia i gravi limiti di Google AI Overview e AI Mode. Basterà verificare le fonti citate dall'intelligenza artificiale per scoprire che l'algoritmo eleva a "verità" articoli di testate e blog sconosciuti (pur di dare una risposta all'utente), commettendo palesi errori di interpretazione (allucinazioni) e citando sentenze fuori contesto che distorcono completamente la realtà documentale dell'Ateneo.

- Articolo citato da AI Overview come "fonte": https://www.agenpress.it/2024/06/05/universita-chiarimenti-da-parte-del-mur-sul-comunicato-diffuso-dalluniversita-popolare-di-milano/
- Articolo che annuncia la scomparsa della direttrice: https://www.agenpress.it/2025/09/02/e-scomparsa-alleta-di-67-il-direttore-dellagenzia-di-stampa-agenpress/
- Sul sito della testata online, a piè di pagina, sulla sinistra, la direttrice risulta ancora in vita.
Danni reputazionali al centro del dibattito internazionale e prime reazioni della giustizia
Il problema delle "allucinazioni" dell'intelligenza artificiale non riguarda unicamente l’Università Popolare degli Studi di Milano, ma è attualmente al centro di un vasto dibattito giuridico internazionale. Per comprendere la totale inaffidabilità di questi riassunti automatici, basta guardare alla recente e storica pronuncia del Tribunale Regionale di Monaco di Baviera (maggio 2026). I giudici tedeschi hanno emesso un'ingiunzione formale contro Google (con relativa condanna alle spese legali), ritenendo l'azienda direttamente responsabile per le affermazioni false e diffamatorie generate dalla sua intelligenza artificiale (AI Overview).
Nel caso esaminato in Germania, l'algoritmo aveva inventato di sana pianta collegamenti tra aziende del tutto lecite e truffe online, mescolando fonti inattendibili in modo fallace. Questo precedente legale dimostra un fatto inoppugnabile: l'intelligenza artificiale utilizzata dal motore di ricerca di Google non "comprende" la legge, ma produce testi autonomi che spesso generano veri e propri falsi storici e giuridici. Pertanto, invitiamo tutti a diffidare totalmente delle sintesi algoritmiche e a basare il proprio giudizio in modo esclusivo sulla lettura diretta degli atti formali, dei protocolli ministeriali e delle sentenze ufficiali.
Perché l’Università non ricorre al tribunale per far cancellare le falsità di Google AI Overview e AI Mode?
È la domanda più logica e legittima che un nostro allievo, potenziale o già frequentante, potrebbe porsi: «se avete le carte in regola, i tribunali vi danno ragione e state subendo un danno reputazionale, perché non bloccate tutto e non fate semplicemente cancellare queste allucinazioni?».
La risposta fa i conti con un enorme vuoto tecnologico e legale con cui le istituzioni di tutto il mondo si stanno scontrando proprio oggi.
- Non è un articolo di giornale: se un quotidiano o un sito scrive una falsità, c'è un autore e un direttore responsabile. Si manda una diffida legale, si impone il diritto di replica e il testo viene corretto o rimosso in tempi brevi. Infatti, sul sito AgenPress.it, dove è citato un comunicato del MIUR (che sulla pagina di questa irrilevante testata online non è allegato e che non si trova da nessuna parte) in fondo all’articolo è riportata una rettifica dell’Ufficio legale dell’Università che, però, AI Overview e AI Mode ignorano. Inoltre, con l'intelligenza artificiale non c'è un autore umano e non esiste un testo "fisso" da far rimuovere. L'algoritmo (AI Overview e AI Mode) genera un testo nuovo e istantaneo ogni singola volta che un utente fa una ricerca, rimescolando i dati in tempo reale.
- Il vuoto normativo e i tempi biblici: attualmente non esiste una procedura legale rapida (una sorta di pulsante di "smentita") per correggere un'intelligenza artificiale quando sbaglia a interpretare una legge. Iniziare una causa internazionale per diffamazione contro un colosso del web richiede anni di battaglie legali in tribunali, mentre l'algoritmo continua a fare danni ogni giorno.
- Le sentenze dei tribunali non si possono "spiegare" a una macchina: un algoritmo non ha la capacità di comprendere le sentenze o una presa d'atto ministeriale. La macchina si limita a contare quante volte una parola compare sul web, senza valutarne il peso legale.
In questa pagina vi stiamo mettendo sul tavolo i documenti ufficiali, le sentenze dei massimi gradi di giudizio e i documenti ministeriali (ancora perfettamente validi dopo oltre 15 anni), alla luce del sole. Sta poi all'intelligenza umana di chi legge scegliere se fidarsi di un riassunto automatico "cieco" o di atti giuridici reali e protocollati dallo Stato.
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Tel. (+39) 02.3672.8310
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