ISF Magazine - Istituto di Scienze Forensi Investigazioni scientifiche

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Pensavo fosse amore e... invece era Teen Dating Violence

Fugaci, superficiali, transitorie. Questi sono solo alcuni degli aggettivi che il mondo degli adulti tende a utilizzare per descrivere le relazioni sentimentali tra adolescenti. Non si può negare l’evidente stigma che circonda l’amore adolescenziale considerato per lo più effimero, se non addirittura poco reale.
Da alcune recenti ricerche è emerso invece che le prime storie sentimentali vengono vissute molto intensamente e hanno una grande valenza nella vita personale e sociale dell’adolescente. Le relazioni amorose possono favorire lo sviluppo dell’autonomia personale, un rafforzamento dell’autostima e un’immagine positiva della propria attrazione. Accanto a questi aspetti positivi le relazioni sentimentali possono però presentare alcuni lati oscuri e di potenziale rischio.
ISF Magazine | 22/3/2022

8 marzo, la (non) Festa della Donna

Oggi non è il giorno per festeggiare. Ancora troppe battaglie per cui combattere.
Oggi le piazze si riempiono di striscioni, manifestazioni, dibattiti e congressi. Oggi le donne vengono celebrate, ricordate, apprezzate e valorizzate. Oggi il mondo politico e istituzionale dedica un minuto di silenzio o poco più alla commemorazione delle vittime della violenza di genere. Solo oggi, non domani.
ISF Magazine | 8/3/2022

La violenza del sabato sera

2022, l’anno della violenza. Stupri di gruppo, rapine, aggressioni alle Forze dell’Ordine. L’”arancia meccanica” del sabato sera va in scena sotto l’occhio delle telecamere a circuito chiuso delle grandi città e sotto la lente degli smartphone che catturano un macabro video di ricordo.
ISF Magazine | 22/1/2022

Carnefici o principi azzurri? I molti volti della sindrome di Stoccolma

Se da un punto di vista giuridico il rapporto fra vittima e carnefice risulta essere ben definito, da un punto di vista psicologico il quadro è molto più complesso. D’altra parte, realizzare un’indagine coerente ed esaustiva su questo fenomeno è praticamente impossibile, dal momento che è impossibile replicare le condizioni di un sequestro in un laboratorio e controllarne le variabili.
ISF Magazine | 10/1/2022

La morte di David Rossi: omicidio o suicidio?

Il 6 marzo del 2013 David Rossi, capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena, descritto come il braccio destro di Giuseppe Mussari Presidente della Fondazione Monte dei Paschi di Siena, muore sul selciato del vicolo Monte Pio, sotto la finestra del suo ufficio a Rocca Salimbeni, sede della famosa banca senese. La morte di David Rossi avvenne in un momento a dir poco concitato per il Monte dei Paschi di Siena. Proprio a ridosso degli anni 2007 e 2008 quando si perfezionò l’acquisizione della banca Antonveneta dal gruppo Santander per un costo che comportò l’emissione di prestiti obbligazionari di oltre 16 miliardi di euro e un guadagno di diversi miliardi per il gruppo Santander. In questo contesto, il capo della comunicazione David Rossi viene ritrovato senza vita. Si apre così un’inchiesta contro ignoti affidata al pubblico ministero Nicola Marini, magistrato di turno la notte del 6 marzo. Il corpo presenta diverse contusioni anomale per una persona che ha deciso di togliersi la vita. La telecamera di sorveglianza n. 6 riprende la caduta e la lenta agonia del manager durata almeno 20 minuti. All’interno del video si rilevano altresì la presenza di un veicolo che ostruisce l’accesso e la vista del vicolo, la presenza di persone che entrano nel campo di ripresa e la caduta di un oggetto, probabilmente l’orologio di David, cinque minuti dopo la caduta del Rossi. Considerato quanto sopra, desta non poche perplessità il fatto che gli inquirenti aprirono le indagini per “istigazione al suicidio” ed ancor più preoccupante il modo in cui le indagini vennero poi condotte e concluse.
ISF Magazine | 18/12/2021

Alla scoperta del Criminal Profiling (il caso Unabom)

L’elaborato proposto dall’autrice si concentra sull’origine del Criminal Profiling (ovvero “Profilazione criminale”), un metodo scientifico volto alla costruzione di un identikit psicologico del criminale al fine di proporne una definizione.
Per capire in cosa consista questa metodica, di cui intende delineare i vari campi di applicazione, l’autrice fa un salto indietro nella storia cercando di ricostruire con precisione l’influenza che hanno avuto sulla sua origine le diverse teorie scientifiche e la narrativa poliziesca del XIX secolo.
Di conseguenza viene analizzata la figura del criminale trattata nella Fisiognomica, nella Frenologia e nelle diverse teorie di Cesare Lombroso.
Successivamente, utilizzando un approccio più letterario, l’autrice attinge alla narrativa dedicata al mondo dell’indagine da autori quali Edgar Allan Poe e Arthur Conan Doyle, con i loro rispettivi detective Auguste Charles Dupin e Sherlock Holmes.
Venendo a un’epoca più recente, l’autrice prende in considerazione le teorie sul Criminal Profiling sviluppatosi intorno agli anni settanta del Novecento e la conseguente nascita della Behavioral Science Unit (BSU) dell’FBI, dipartimento funzionale allo sviluppo delle tecniche investigative e analisi comportamentale del criminale. In seguito, l’autrice presenta il lavoro svolto da James R. Fitzgerald, criminal profiler e linguista forense, nonché agente del BSU, nel famoso caso denominato Unabom. Fitzgerald ha avuto un ruolo fondamentale nell’identificazione del criminale Theodore Kaczynski, avvenuta anche grazie all’adozione di tecniche di indagine innovative, tra cui la stesura del profilo dell’indagato attraverso l’utilizzo della linguistica.
Infine l’autrice propone una definizione moderna di Criminal Profiling, in modo da poterne delineare le funzioni e gli obiettivi.
ISF Magazine | 3/5/2021
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